grandi navi, piccoli sogni

Dopo la cena, stavamo camminato sulla Riva degli Sette Martiri quando Michael, (un artista tedesco che ho incontrato la settimana precedente), indicando la nave «Michelangelo» all’ormeggio, ha pronunciato «Le infrastrutture costose per i sogni a buon mercato!»

Ci siamo fermati a guardare. Tutte le luci erano accese, persone stavano bevendo, altre ballando; era una scena tranquilla. Forse gli ospiti si stavano divertendo come matte. Non ci sembrava così, ma come lo sapremmo, nessuno di noi è mai stato in crociera.

I problemi con le grandi navi da crociera che visitano Venezia sono ben noti: la minaccia di danno alla laguna e alle fondazioni della città e il vero danno fatto al tessuto sociale dalle migliaia di turisti che arrivano ogni settimana e trattano la città come un parco dei divertimenti. L’anno scorso c’è stato un referendum informale per vietare le grandi navi. Non so il risultato, ma il referendum non è stato ufficiale. La gente del luogo si arrabbia, ma questo non vuol dire che qualcosa cambia.

In questo caso, la nave «Michelangelo» non è una grande nave, è una nave da crociera fluviale, ma la questione per me, come stavo in piedi guardando gli ospiti si divertendo sulla nave, rimane la stessa: perché farlo? L’idea di essere intrappolato su una grande nave con mille di turiste, che non hanno nulla a che fare ma «divertirsi» e spendere soldi, mi riempie di terrore. Allora, qual è l’attrazione? Che cosa sono questi «sogni a buon mercato»?

Recentemente, ho sentito una storia di come a volte questi sogni non vengono a buon mercato. Una coppia, due Australiani da una cittadina di campagna, ha fatto una crociera lunga su una grande nave, un viaggio che era un sogno condiviso. Durante il viaggio un mercante d’arte si è fatto amico con loro. Era bello e affascinante e chiaramente ben istruito. Li ha invitati nella sua cabina, voleva parlare di arte.

Anche se sapevano poco d’arte, erano convinti dal mercante a comprare una collezione di acqueforti per migliaia di dollari, molto più soldi di quello che avevano. Hanno dovuto prendere un prestito, e adesso hanno una collezione d’arte, che non possono mostrare nella casa loro, perché la casa è piccola mentre la collezione è grande.

A prima vista la storia sembra ridicola, che due persone avvicinando alla pensione prenderebbero un grande prestito per comprare l’arte che non significa quasi niente a loro. Non si capisce come loro avrebbero potuto farlo. Non comprerebbero l’arte da un mercante nella città, non mai da uno che viene alla loro porta, ma sulla nave da crociera…

I sogni a buon mercato riguardano sempre ricchezza e lusso. Per il mese durante cui si è sulla grande nave, si può immaginare di essere ricco: si sta viaggiando il mondo su uno «yacht gigante», si ha camerieri e servitori, si può mangiare e bere per quanto si voglia, non si deve andare a letto, non si deve alzarsi, non si deve fare alcun lavoro — si è proprio come i ricchi.

I ricchi hanno gli yacht e i servitori; loro anche comprano l’arte.

Si scopre che comprare l’arte non è raro su una crociera, ci sono anche aste d’arte, in cui migliaia di dollari d’arte sono vendute agli ospiti in competizione. Se si compri molte, la sua crociera prossima sarebbe gratuita! Se si compri molte, si dimostrerebbe a tutti che si è più ricchi che sono loro. E a quel punto il sogno a buon mercato diventa incubo…

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