un pugno sul naso

Indubbiamente è stato uno sbaglio di lasciare la statua di Richard Wagner nei Giardini Biennale dopo erigere il Monumento alla Partigiana così vicino. Il monumento si situa sul bordo della laguna, appropriatamente vicino alla Riva dei Sette Martiri, e Wagner lo guarda dal suo posto nei giardini. Ci sarebbero sempre stati guai in vista! Avrebbero dovuto spostato Wagner a un luogo meno pubblico e meno bene in vista, ma ora è troppo tardi, i veneziani hanno dato a lui un gran pugno sul naso!

il-naso-rotto

Il mio amico, Carlo, mi ha detto che è avvenuto come questo…

Due vecchietti, (li chiamo ‘Aldo’ e ‘Alberto’ per proteggere le sue identità), hanno deciso di fare qualcosa per la statua dopo anni di provocazione. Aldo e Alberto non sono veri partigiani, sono troppo giovani. Aldo è nato all’inizio della guerra e Alberto un paio giorni prima della fine. Ma entrambi sono davvero orgogliosi dei parenti che erano partigiani, uno zio di Aldo e il padre di Alberto.

Ogni sera, quando fanno una passeggiata lungo la riva tra via Garibaldi e il parco a Sant’Elena, passano della statua di Wagner. Wagner li fissa e loro lanciano uno sguardo truce a lui. Sembra ai vecchietti che Wagner li riguarda con disprezzo. «Brutto spaccone!» Aldo dice sottovoce. «Segaiolo!» sputa Alberto.

Ogni anno dopo la cerimonia di ricordo al Monumento alla Partigiana, Aldo e Alberto si lamentano della statua così vicina. Si sembra che Wagner disprezza non solo si stessi ma anche tutti i partigiani morti.

Al bar in via Garibaldi si stanno lamentando ancora una volta.

«È uno scandalo!» dice Aldo.

«D’accordo!» risponde Alberto. «Loro avrebbero dovuto spostato altrove, il tedesco.»

«Sì! Al fondo della laguna!»

Aldo e Alberto conoscono la storia del famoso compositore tedesco. Certo, conoscono dei suoi successi in Germania e della sua fama nel mondo, anche del suo famigerato antisemitismo, e che lui era un eroe per i nazisti. Sanno che lui è morto a Venezia, a Ca’ Vendramin-Calergi, e credono erroneamente che sia sepolto nel cimitero San Michele. (Wagner è sepolto in Germania.) Questo è più di abbastanza di fare i due veneziani arrabbiare ma per loro c’è qualcosa di ancora peggio: la sua musica.

«È la musica dal clima tedesco» dichiara Aldo, dopo un altro spritz. «È la musica dal buio tedesco!’»

«È come una fitta nebbia» offre Alberto. «Non si riesce a respirare. È soffoca tutto. Come l’inquinamento.»

«Perché è questa musica a Venezia?» domanda Aldo. «Venezia è bellissima, Venezia è piena di vita!»

Aldo pensa a tutte le cose che ama su Venezia: la bella laguna, il modo in cui il sole brilla sull’acqua la mattina e i tramonti rossi sull’acqua la sera. Pensa alle bellissime chiese, ai meravigliosi palazzi, ai canali con gondole e piccole barche. (Anche i vaporetti, Aldo trova belli!) E più le case dipinti colori vivaci a Burano, le pitture di Tintoretto e Bellini, il mercato di pesce a Rialto, gli anziani chiacchierando sulle panchine nel pomeriggio, e i bambini giocando in via Garibaldi la sera. Aldo pensa a tutte queste cose ma non può trovare nessun collegamento tra le belle cose di Venezia e la musica di Richard Wagner.

«Non lo so come qualcuno può ascoltarla! È priva di piacere, priva di bellezza!»

Allora, due giorni più tardi, (secondo il mio informatore), Aldo e Alberto appaiono nella Riva di Sette Martiri nel cuore della notte. Aldo porta un martello pesante. Entrano furtivamente i Giardini Biennale, perché vogliono di prendere Wagner di sorpresa. Aldo sale sulle spalle di Alberto per dare il colpo efficace.

«Il mio braccio è più forte della tua, Alberto» Aldo spiega al suo compagno. «E la tua schiena è più forte della mia.»

Prendono Wagner completamente di sorpresa e con il primo colpo il naso è rotto! Alberto emette un grido di gioia e Aldo scoppia a ridere. Wagner non è più il tedesco con la puzza sotto il naso! Lui non ha il naso più! Un po’ più tardi, trovano il naso rotto sulla terra e Aldo, con il suo braccio forte getta il naso di Richard Wagner nella Laguna di Venezia. Mi è stato detto che ha affondato senza un suono.

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